Udinese – Parma una roba che definire partita è difficile
Mettiamoci comodi perché qui tocca sfoderare il fegato e un bel bicchiere di quello buono, possibilmente un Tocai che non sappia di tappo, per digerire questo pasticcio domenicale.L’Udinese, orfana del suddito di Sua Maestà, il colosso Davis, si è presentata in campo con la consistenza di un soufflé dimenticato in forno. Senza il suo centravantone di stazza, capace di scuotere le difese come un boscaiolo friulano scuote un castagno, la manovra bianconera è parsa un esercizio di retorica barocca: tante parole, pochi concetti e un’anemia offensiva da far tremare le vene ai polsi.”Un’Udinese senza Davis perde una gara che sa di calcio d’agosto.”Vero, verissimo. È stata una domenica di calcio balneare, di quello che si gioca tra un ghiacciolo all’anice e una crema solare protezione 50. Ritmi da dopolavoro ferroviario, passaggi che sembravano messaggi in bottiglia e una propensione all’errore che avrebbe fatto impallidire un esordiente.L’undici friulano ha giocato con la grinta di chi ha appena finito un pranzo a base di frico e polenta: pesanti, lenti, quasi filosofici nel loro vagare per il rettangolo verde.Senza il riferimento fisico là davanti, i centrocampisti sono sembrati tanti Abatini persi in un salotto troppo grande, incapaci di verticalizzare se non per errore balistico.La Difesa ha concesso varchi che il Parma – squadra di onesti pedalatori e qualche furetto d’area, che non fa la punta, ha ringraziato sentitamente. Un’Udinese che si è fatta infilare come un tacchino a Natale, “Hanno marcato gli avversari con la stessa foga con cui si marca visita il lunedì mattina in redazione.Mancava l’anima, mancava il sudore, mancava quel sano cinismo che trasforma una domenica di sole in tre punti in cascina. Invece, abbiamo assistito a una recita di fine stagione anticipata, un vuoto a perdere dove il Parma ha banchettato sulle macerie di un’Udinese distratta, quasi annoiata dalla propria stessa esistenza.Il calcio d’agosto ora è un insulto alla geografia e al calendario. Ma tant’è e speriamo non continui cosí. Se non c’è Davis a fare a sportellate, questa Udinese sembra una nobile decaduta che ha venduto l’argenteria e prova a mangiare la minestra con le mani.Il risultato? Una noia mortale interrotta solo dai gol altrui. A mio parere la partita è stata così deludente che a un certo punto ho sperato in un’invasione di cavallette per ravvivare l’ambiente.” Fortuna che c’era Samira Lui, a portare un po’ di bellezza ed allegria in questa giornata al Friuli. Ci si rivede alla prossima, sperando che i bianconeri si ricordino che il campionato non è una gita fuori porta a Lignano Sabbiadoro.
