LUCI A SAN SIRO: L’UDINESE DECOLLA, IL DIAVOLO S’INABISSA

​MILANO – All’ombra della Madonnina, laddove il fùtbol si fa epico e spesso tragedia, s’è consumato il rito pagano di un Milan ridotto a ectoplasma, schiantato dai friulani di rincorsa che parlavano una lingua fitta di sostanza e sagacia tattica.
​Mentre i rossoneri vagavano per il prato come anime in pena, incapaci di intendere e – vivaddio – di volere, l’Udinese scendeva in lizza col piglio dei guerrieri di confine. In avanti, il giovane Zaniolo s’è messo a tessere trame d’una nobiltà antica: non semplici passaggi, ma veri ricami per i compagni di ventura.
​Il primo sigillo, a onor del vero, è arrivato con l’amichevole spintarella della Dea Bendata: una deviazione che ha mandato fuori tempo il portiere meneghino e ha spalancato le porte al vantaggio. Ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci e chi ha polmoni d’acciaio come Ekkelenkamp e Atta, pronti a incunearsi nelle falle di un Diavolo mai così distratto.
​L’uomo della provvidenza, però, risponde al nome di Davis. Un gigante che ha agito da magnete, portando a spasso i difensori milanisti come fossero infanti al parco, liberando spazi praterici per le incursioni dei sodali. Peccato per l’infortunio del monumentale ariete. Speriamo che Eupalla, musa del pallone, lo rialzi presto, perché di simili stoccatori c’è gran bisogno.
​Vedere questa Udinese annichilire il Milan nel suo tempio fa scorrere brividi di nostalgia: pare di rivedere le truppe d’assalto del tempo di Guidolin. Quei 50 punti, traguardo che pareva una chimera confinata nei cassetti della memoria, oggi sembrano un porto sicuro verso cui dirigere la prua.
​Il Milan? Non pervenuto, travolto da un’onda bianconera che ha trasformato la “Scala del Calcio” in una succursale del Friuli. Stasera le luci a San Siro splendono solo per chi sa ancora onorare il sudore e la tattica. Chapeau