PASQUETTA AL FRIULI: TRA LA POLENTA I LARIANI E L’ECLISSI DELL’ITALICO PEDATORE
Mentre il resto della penisola si dedica al rito pagano della graticola, affumicando costolette in un fumo che sa di festa e colesterolo, il calendario ci impone il rancio di mezzogiorno al cospetto di Udinese e Como. Una sfida che, per orario e temperatura, ha più il sapore di un digestivo amaro che di un banchetto luculliano.
L’Etnia e il Deserto
Si guarda in campo e si strabuzzano gli occhi. Di italico ceppo, tra i ventidue titolari, spunta solo tale Zaniolo. Uno solo. Pare di stare all’ONU, o in una sala d’attesa di Malpensa. Il resto è una babele di idiomi che farebbe girare la testa anche a un poliglotta di professione. L’autarchia è morta, sepolta sotto i cumuli di fieno delle nostre valli: ormai il pallone parla straniero anche quando si gioca tra le nebbie (oggi diradate) dell’Alto Adige o sulle rive del Lario, poi non lamentiamoci delle mancanze della nazionale.
Il Ritmo del Meriggio
Il primo caldo d’aprile, quel sole che picchia sulle nuca come un esattore delle tasse, ha consigliato ai ventidue faticatori una gestione delle energie degna di un pensionato alla posta. Il ritmo? Bloccato. Le difese, ben arroccate, hanno impedito ogni Eupalla di manifestarsi tra le aree di rigore.
Per mezz’ora abbondante abbiamo assistito a una fase di studio così prolungata che i ventidue in campo sembravano prossimi alla laurea breve. Poi, intorno al trentesimo, un timido risveglio. Si sono aperti spazi, sono nate trame che definiremo “interessanti” solo per non scoraggiare i paganti, ma senza che il tabellino dovesse subire l’onta di un aggiornamento.
”Partita avara come un cassiere di banca in pensione,” direbbe qualcuno al bar.
Conclusioni da Bar Sport
Per il signor Runjaic, tecnico di nobili e teutoniche intenzioni, è il primo lunch match che non gli rimane sullo stomaco. Porta a casa un punto che sa di brodino tiepido. Per i lariani, invece, è uno stop che sa di attesa: ora si siedono davanti alla tivù a veder cosa combinano la Vecchia Signora e il Grifone, sperando che gli altri facciano peggio di loro.
In fondo, è Pasquetta. Se non è indigesta la partita, ci penserà la grigliata stasera. Amen.
