L’UDINESE CALA IL TRIS DELLA VENDETTA

UDINE – Giustizia è fatta, diamine! Sulle sponde del Cormor si consuma la vendetta, fredda come un sorso di grappa del mattino. I bianconeri, oggi in veste di pedatori sagaci, hanno rintuzzato le pretese dei toscani, restituendo con gli sgarbi dell’andata e mettendo in saccoccia tre punti che profumano di salvezza ormai acconciata.Il magister Runjaic, privo del difensore bomber Solet, getta nella mischia il giovane Bertola, mentre la sfortuna si abbatte su Atta, appiedato da un muscolo bizzoso durante la rifinitura. Davanti, spazio al genio non più incompreso, di Zaniolo e alla possanza di Davis, un ariete che par uscito da una cronaca del Barbarossa.La Fiorentina, sia detto per dovere di cronaca, pratica un palleggio lezioso, quasi barocco, che a noi, gente di terra e di sasso, pare spesso un inutile ricamo. L’Udinese spreca, s’ingolfa in ripartenze mal destre, ma ecco che al volgere di pochi minuti Eupalla decide di premiare la stirpe friulana. Su un corner battuto con precisione da geometra, svetta Kabasele, un’incornata imperiosa che lascia l’estremo viola a contemplar le nuvole. È il vantaggio che rompe gli indugi!La gara procede con i viola che mulinano l’aria senza pungere, mentre i nostri, saltando il centrocampo con lanci lunghi alla “viva il parroco”, cercano la sponda del gigante Davis. Il gioco sarà pure poco vario, privo di fosforo a metà campo, ma Davis oggi ha il diavolo in corpo.Il difensore Rugani, vistosi perduto, decide di trasformare l’area di rigore in un campo di football americano, abbattendo il nostro centravanti con una presa da linebacker.Il fischietto non può che decretare la massima punizione, Davis si presenta sul dischetto, guarda il portiere con l’occhio di chi ha fame e trasforma con algida sicurezza. Due a zero.Mentre il nostro portiere potrebbe tranquillamente concedersi un decaffeinato al bar dello stadio, tanta è l’impalpabilità degli attacchi toscani, la partita scivola verso il tramonto. Entra Buksa, accolto da qualche fischio dei soliti palati fini che gli rimproverano di non aver la tigna di chi l’ha preceduto.Ma nel recupero, la punta bionda decide di zittire i miscredenti, un’azione di rara caparbietà, un gol di fattura pregevole che gonfia la rete per il tris finale. I fantasmi fuggono spaventati verso le montagne.L’Udinese respira, il Friuli festeggia. Abbiamo dimostrato che il muscolo friulano, quando è guidato dal cuore, non teme i ricami della nobiltà decaduta.