EUPALLA SI TURA IL NASO E L’UDINESE PERDE LA TERZA DI FILA

S’è dato principio alle ostilità in quel di Bologna il pallone, lercio di sogni incompiuti, rotola tra i piedi di ventidue baldi giovani senza che alcuno trovi il verso di nobilitarlo. È un calcio di pedate e di polmoni, dove la tecnica s’inchina alla ruvida legge della clava.Nemmeno il tempo di contare i rintocchi della torre che la sventura si abbatte sull’Udinese. Il francese Solet, che parrebbe aver muscoli di seta in un corpo di granito, s’accascia e deve dar forfait. Un cambio precoce che costringe i friulani a rimescolare le carte in difesa, ma che non ne scalfisce l’animo tipico di chi è abituato a spaccar pietre.I bianconeri di Udine, mossi da un furore quasi barbarico, aggrediscono i portatori di palla felsinei sin dalle loro retrovie. È un pressing asfissiante, un “mordi e fuggi” che impedisce ai bolognesi di imbastire trame degne di tal nome. Ma, ahimè, qui finisce il vanto degli ospiti: sebbene tengano il cuoio tra i piedi più dei padroni di casa, la loro manovra è sterile come terra salata. Girano e rigirano la sfera senza mai trovare il varco per impensierire il guardiano rossoblù, che assiste alla fiera delle vanità con le mani in tasca.Il Bologna, dal canto suo, pare patire l’aggressività altrui con una flemma che confina con l’apatia. I portatori di palla, braccati come lepri in novembre, balbettano calcio e non trovano la profondità. Si gioca in un fazzoletto di prato, tra centrocampisti che si annullano a vicenda e punte che paiono spettatori non paganti. Eupalla, offesa da tanta pochezza d’occasioni, si tura il naso e volge lo sguardo altrove, in attesa che un rimpallo o una prodezza individuale scuotano questa contesa dal suo torpore metafisico. Poi dopo un bel salvataggio sulla linea di Zemura su uno dei pochi tiri della gara odierna, un fallo da rigore che nessuno aveva visto consegna il gol del vantaggio ad un Bologna trova una vittoria casalinga che mancava da novembre e non avrebbe meritato. I bianconeri perdono la terza gara di fila, forse la più immeritata ma tanto è ed i fantasmi cominciano a fare capolino.