L’UDINESE NON È MORTA, MAI MOLA’

La via della salvezza passa per Napoli, anzi per Udinese Napoli, gara particolare per il neo l’allenatore friulano che per affrontarla sceglie Ferreira e Zarraga al posto degli squalificati Perez e Payero ed a sorpresa Brenner al posto di Pereyra dietro Lucca. Udinese arrembante, ma è più fumo che arrosto e sprecona come al solito, il Napoli, pur con meno motivazioni, non stà a guardare e gestisce pungendo. La cosa strana è che sugli schermi dello stadio viene proiettata la gara. I biancazzurri sono più attrezzati e sembra non vogliano affondare il colpo, l’Udinese da par suo non è che non voglia ma non ce la fa proprio. Al rientro dopo il Thè il Napoli con Osimhen chiarisce che non farà sconti e segna un comodo 0 a 1. Quando al posto di Lucca entra Success i gesti scaramantici si susseguono, ma il pensiero di molti è…”tant pies di cussí”… Qualcuno altro ha vociferato che quest’ anno i bianconeri hanno giocato spesso di sabato e lunedì per abituarsi al prossimo campionato, ma a quell’ idea, fin che la matematica non lo sancirà, non vogliamo credere, cosa che invece sembra chiara ai bianconeri in campo, spenti e graziati dal var per il secondo gol di Osimhen. Success nel recupero segna un gol che sembra sovvertire ogni legge non scritta di questo campionato, porta sfortuna, non segna mai ed il recupero è sempre fatale ai bianconeri, che sia di buon auspicio? Cannavaro sottolinea che l’ Udinese non è morta e la paura stà passando, questo punto di dà consapevolezza che possiamo farcela. Mancano tre scontri diretti che devono produrre almeno 7 punti o sanciranno la serie B dopo 30 anni dei colori bianconeri. La parte più bella della gara oltre al pareggio? La sospensione alle 21 con l’applauso nel ricordo del terremoto del 76 che ricorda un motto del Friuli “Mai molá” e così sia anche per chi scende in campo con i colori bianconeri.